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Corporate Sustainability Reporting: obiettivi della nuova direttiva e percorso verso l'adozione

Published on 20th Jul 2022

Un altro passo verso un quadro normativo europeo per la finanza sostenibile e verso l'approvazione della direttiva sul Corporate Sustainability Reporting (CSRD) è stato marcato dall'adozione di una posizione comune di Consiglio dell'Unione europea e Parlamento europeo. 

Attraverso un sistema mirato a definire standard sulla sostenibilità e informazioni uniformi, proporzionate, comprensibili, pertinenti, rappresentative, verificabili, comparabili e rappresentate fedelmente, la CSRD intende soddisfare non solo gli obiettivi del Green Deal ma anche le crescenti esigenze di investitori, compresi i gestori di patrimoni, parti sociali e altri portatori di interessi di avere accesso ai dati che descrivono i rischi che le questioni di sostenibilità presentano per le imprese e l'impatto delle stesse sulle persone e sull'ambiente.

Seguire lo sviluppo normativo e comprendere i nuovi standard significa per le imprese, incluse le PMI, preparare gli strumenti atti alla misurazione, implementazione e monitoraggio dei fattori ambientali, sociali e di governance e acquisire un vantaggio competitivo verso la transizione sostenibile. 

Le finalità della CSRD

La Commissione Europea aveva proposto la modifica alla Direttiva 2014/95/EU sul Non Financial Reporting (NFRD), trasposta in Italia con il D.Lgs. 254/2016 il 21 aprile 2021, in attuazione degli impegni assunti con il Green Deal e il relativo piano di azione sulla finanza sostenibile. 

La CSRD ha tra gli obbiettivi:

  • l'ampiamento del campo di applicazione del reporting non finanziario;
  • il miglioramento dei dati comunicati dalle imprese riguardo ai rischi di sostenibilità a cui sono esposte e all'impatto che esse producono sulle persone e sull'ambiente;
  • la creazione di opportunità per imprese, investitori, società civile e altri portatori di interessi con il miglioramento radicale del modo in cui le informazioni sulla sostenibilità sono comunicate e utilizzate grazie alle tecnologie digitali.

Il metodo passa attraverso l'analisi delle politiche di sostenibilità aziendali e lo studio delle tre variabili ESG - ambientale, sociale, di governance - e prevede l'adozione degli EU Sustainability Reporting Standards.

L'iter legislativo in corso

Il 21 giugno 2022 gli Stati membri e il Parlamento hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla CSRD, per la modifica della NFRD, che dovrà ora essere approvato dalle due istituzioni. 

Tra i punti chiave dell'accordo politico: 

  • lo scaglionamento dell'obbligo di applicazione della direttiva CSRD per fasi, secondo la tipologia di impresa obbligata;
  • la certificazione del reporting di sostenibilità da parte di un revisore o un certificatore indipendente accreditato;
  • l'estensione dell'obbligo alle imprese non europee che realizzano ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiori a € 150 milioni nell'Ue e che hanno almeno un'impresa figlia o una succursale nell'Ue.

Prima di passare alle fasi formali della procedura di adozione, l'accordo politico provvisorio dovrà essere approvato dal Comitato dei rappresentanti permanenti dei Paesi membri (Coreper).

Intanto l'European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), incaricato di redigere un parere tecnico dalla Commissione europea, il 27 aprile 2022 ha pubblicato una bozza degli European Sustainability Reporting Standards e avviato una consultazione pubblica, con scadenza per il prossimo 8 agosto 2022.

Il campo di applicazione

Secondo la CSRD la platea dei soggetti tenuti a includere nella propria relazione sulla gestione informazioni necessarie alla comprensione dell'impatto dell'impresa nelle questioni di sostenibilità e al modo in cui queste influiscono sull'andamento dell'impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione si amplia includendo: 

  • tutte le imprese di grandi dimensioni, indipendentemente dal fatto che siano quotate o meno, ossia quelle imprese che, alla data di chiusura del bilancio, superano congiuntamente due dei seguenti tre criteri: 

- attivo dello stato patrimoniale superiore a € 20 milioni; 

- fatturato superiore a € 40 milioni; 

- numero medio di dipendenti durante l’anno finanziario maggiore a 250.

  • tutte le PMI quotate sui mercati regolamentati europei a eccezione delle micro-imprese, ovvero quelle con meno di 10 dipendenti e con fatturato o bilancio inferiore a € 2 milioni.

Per le PMI quotate saranno previsti principi attuativi proporzionati alle capacità e alle risorse di tali imprese.

Le PMI non quotate potranno invece decidere di utilizzare volontariamente i principi di informativa sulla sostenibilità che la Commissione europea adotterà, mediante atti delegati, per la comunicazione di informazioni da parte delle PMI quotate. 

Tali principi potranno consentire a qualsiasi PMI di comunicare le informazioni in maniera efficiente sul piano dei costi anche in risposta alle numerose richieste di informazioni che esse a loro volta ricevono da altre imprese con le quali intrattengono rapporti commerciali (enti creditizi, imprese di assicurazione e imprese di grandi dimensioni loro clienti). 

La definizione di criteri contribuirà a stabilire limiti alle informazioni che le imprese, soprattutto di grandi dimensioni, possono ragionevolmente attendersi di ricevere dalle PMI nella loro catena del valore.

Gli European Sustainability Reporting Standards

Mentre prosegue l'iter legislativo della CSRD, anche gli European Sustainability Reporting Standards sono in fase di elaborazione.

Infatti l'EFRAG ha già emanato un primo set di standard – sottoposto attualmente a consultazione pubblica - articolando gli Exposure drafts nel seguente modo: 

  • due "cross-cutting standards" che si applicano trasversalmente a tutti gli standard di rendicontazione, che includono i principi generali di rendicontazione e i requisiti generali di informativa;
  • undici "sector-agnostic standards", ossia requisiti di informativa rilevanti per le tre differenti variabili ESG, che includono cinque standard ambientali, quattro standard sociali e due di governance.

Restano ancora da definire e sono fuori da questo primo set, gli standard per le PMI che dovranno essere specifici e proporzionati e quelli specifici per alcuni settori.

Gli Exposure drafts si basano sui principi di informativa di cui all'art. 19-ter della CSRD e per quanto riguarda i sector-agnostic standards si tratta di: 

  • fattori ambientali (E): clima (mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici), inquinamento, risorse idriche e marine, biodiversità ed ecosistema, economia circolare e uso delle risorse;
  • fattori sociali (S): lavoro dipendente, forza lavoro nella catena del valore, territorio e comunità interessate / impattate, utilizzatori e consumatori finali;
  • standard di governance (G): governance, gestione dei rischi e controllo interno e condotta aziendale. 
International Financial Reporting Standards Foundation

È interessante evidenziare che anche l'International Financial Reporting Standards Foundation (IFRS) sta lavorando per predisporre standard di rendicontazione in materia di sostenibilità validi su base internazionale ed ha posto in consultazione pubblica fino al 29 luglio 2022 i primi due Exposure drafts:

  • ED IFRS S1 General Requirements for Disclosure of Sustainability-related Financial Information contenente  i requisiti di informativa generali relativi alla sostenibilità;
  • ED IFRS S2 Climate-related Disclosures, per la disclosure relativa al clima.

Per quanto riguarda l'Italia,  l'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) è stato designato quale referente nazionale dei due organismi europeo e internazionale per la definizione degli standard di rendicontazione sostenibile dal Decreto "Milleproroghe", n. 49 del 28 febbraio 2022.

 

Il processo in corso evidenzia un grande fermento intorno agli standard di sostenibilità ed è auspicabile l'allineamento degli standard europei a quelli internazionali e la definizione di un quadro che dia indirizzi chiari ed affidabili al mercato.

Per maggiori informazioni e chiarimenti non esitare a contattare i nostri professionisti.

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* This article is current as of the date of its publication and does not necessarily reflect the present state of the law or relevant regulation.

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